sabato 31 luglio 2004

31/07/2004: Volo nelle Dolomiti con il Twin Astir

Vi racconto in 2 parole il volo di sabato.

Decollo 12.50 dal solito aeroporto affollato di elicottero e paracadutisti che piovevano dal celo (gara internazionale parà).
Il monte Serva era proibito per via della manifestazione. Che Sfiga! Le termiche sembrano solo li!

Io ed il Bampo decolliamo con biposto (Twin Astir) un bestione da 18m ma devo dire nonostante l’età meglio di tanti altri per comfort e prestazioni.

Era la prima volta che pilotavo il Twin, ed il Bampo in effetti aveva la funzione di pilota anziano per assistermi nel passaggio macchina.
Ai primi metri di decollo, mi fa un complimento dicendomi: non avevi bisogno del passaggio macchina piloti meglio di me! La cosa mi rincuora anche se sin da quando mi ero seduto dentro, ho sentito che quella macchina faceva per me! Poi in decollo il Twin decolla da solo!

Al traino il mitico Max Balbi. Un po’ di difficoltà in rientro laterale, la macchina è molto molto lenta in rollio, ed il piede non basta mai, ma un po’ di aggressività e la cosa funziona! MAI PAURA!

Sgancio a circa 1000 dopo un 360° con Max sul Dolada. Subito in costone ad assaggiare la macchina, molta prudenza in costone poiché è molto pesante e lenta nelle manovre. Circa un’ora alla stessa quota tra altri alianti, parapendii e delta. Poi alle 14.00 la cosa comincia a funzionare e i costoni tirano. Su su piano piano fino in cresta! Poi termica con Alvise che aspettava Mike non so perché in difficoltà (Mike è un mostro boh, evidentemente tutti hanno un tallone d’Achille, non conosce ancora bene il posto, o forse aveva acqua nelle ali).

Io nel mentre sbaglio correzione con il piede e non so ma forse ho rischiato il bosco, Bampo interviene e mi sa che aveva ragione, anche se penso che il bosco tirasse! Va beh non lo sapremo mai! Fatta la cresta e poi su fino ai 200 sul campo, partiamo spediti a nord a 120km/h.

Proviamo sopra la diga del Vajont e facciamo i 2200m sul campo poi ancora a nord ma ci perdiamo verso Tai di Cadore per rientrare a Longarone con 1200m. Qui troviamo un collega molto più alto di noi (Zornitta) decollato molto più tardi con qualche agevolazione termica. Bampo fa un cazzata di cui si scusa e mi porta in ombra dietro la diga!!! Come dire… perse qualche centinaia di metri, forse torniamo a casa, io intanto guardo la pista di Longarone caso mai andiamo giù li, poi la fortuna vuole che non ci fossero auto e tutta la pista era sgombra e ben rasata. Se non chè tornando bassi in costone al sole del Vajont, sento qualche spinta sebbene timida ed insisto. Insisto ed insisto circa altri 30 minuti poi riesco a scavalcare i 1200 metri sul campo (quota ormai assodata sotto la quale non cera nulla da fare e che quel giorno bisognava evitare a tutti i costi!!!). Da qui la salita è facile. Il Bampo (pilota da gara) mi chiede i comandi e mi fa la base con inclinazione 70° (meglio non aver mangiato pesante!!!) poi me lo molla.

Fatta la base vado dritto in Bosco Nerso mantenendomi ad est della valle che porta a Cortina ma sempre sopra i monti ad ovest investiti dal sole! Arriviamo in Bosco nero con circa 2000 e poi su su fino a superare le poiane fino a 2800m sul campo (rispetto al mare circa 3200m). Questa volta la quota mi da un po’ fastidio, ma in effetti sono io che ho un bruttissimo periodo tra stress e sonno).

Diretti sparati sul Rite, 4 giri, convinco il Bampo a fare la base circa 3400m sul mare, e poi via sull’Antelao. Il Bampo continua con i suoi complimenti ma non sa che qui io c’ero gia stato da solo, ma il bello deve ancora venire.

Continuiamo sul Sorapis, ammirando Cortina ed i suoi dintorni, al chè mi dice: Weh vai sul Cristallo !!! e io certo basta che mi dici dove sta!!!

BBBIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIPPP non vi dico il bestemmione, NON SAI DOV’è IL CRISTALLO? No! Vai la (a nord) e un traversone a 120 perdiamo 100m e ci troviamo sopra (per me era la prima volta un panettone all’amarena forse il più rosso di tutte le dolomiti!

Qui facciamo i 3800m sul mare e dirigiamo dopo un po’ di inseguimenti con Claudio e Marco sulle Toffane. Anche qui il panorama è superlativo. Dall’alto la terra sembra molto diversa. Le valli sembrano piane i monti da 3300m come delle piccole asperità sulla superficie.

Dalle Toffane dirigiamo sulla Marmolada e arriviamo un po’ bassini, anche qui il Bampo non voleva perdere tempo sotto le basi massicce che avevo suggerito ma cercava la termica che non c’è (in effetti poi Alvise mi diceva che Bampo ormai vola pochissimo e dal mio umile punto di vista in certi casi si è visto, anche se resta un pilota di grandissima esperienza) e quando si ha quota si può pure fare gli schizzinosi.

Arriviamo finalmente in Marmolada giusti giusti in cresta. Un omino sulla funivia mi guarda negli occhi un po’ sbalordito forse per il rumore rumore o per la breve distanza che ci separa e mi saluta! Io ovviamente rispondo alla top Gun, e dico al Bampo di termicare lui, sono esausto ed ho bisogno di riposare.

Qui me la passo male tra sbadigli, una sete folle (non avevo preso il mio Polase) e un male al culo senza eguali (come zavorra mi son messo una piastra di 10kg sopra il sedile e l’ho coperta con un bistrato di antiurto) maledetta quella volta che ho sottovalutato la cosa! Mai sottovalutare nulla, invece avevo mangiato mio panetto al prosciutto all’ora migliore 11.00, ma i momenti di crisi ti fanno pensare.

Per fare questo sport occorre regolatezza, autodiagnosi, controllo, e nervi saldi! Morale se fai un lavoro che ti porta al week end ad essere esaurito, forse, bisogna cambiar lavoro!

Fatta la base riprendo i comandi ormai stavo bene ed avevo superato la crisi e scappiamo via verso il gruppo del Civetta. Qui ci troviamo sopra le nubi in discendenza e riteniamo formativo seguire la via dell’agordino, ammirando a destra le pale di San Martino e a sinistra il Pelmo che devo dire mi da sempre un senso di solitudine!

Usciamo in val Belluna molto alti a circa 2600m sul mare. Io stanco ma con il culo a pezzi e il Bampo un po’ arrostito dalla sera prima decidiamo di usare i diruttori e scendere veloci. Stappate le orecchie manovriamo in circuito, scansiamo l’elicottero in decollo (NON HO PAROLE) e giù!

Debriefing: 4 ore! Volo per me nuovo!

Macchina:
1) ottima nei traversoni
2) molto stabile anche in virata ad 80km/h
3) molto lenta in rollio
4) molto pesante in cabrata in termica e va trimmata molto
5) molto pesante in cabrata in virata, quando il trim non lo usi per qualche secondo

Obbiettivi:
1) decollo ottimo
2) traino buono
3) atterraggio discreto
4) volo buono
5) termiche ottime
6) traversoni indovinati
7) scelte strategiche buone
8) cibo perfetto
9) stomaco perfetto

Errori:
1) sottovalutata la macchina sulla parte boschiva del Dolada
2) un po’ troppo veloce in atterraggio con un paio di piccole canguarate che ho controllato bene (ma un po’ colpa dell’intervento del Bampo per via dell’elicottero esuberante)
3) troppo stanco per affrontare un volo così, specie se fossi stato da solo
4) disidratazione eccessiva (il polase costa ma vale la pena)
5) ossigeno, peccato abbiamo bombole ed erogatore ma non le abbiamo montate, in effetti in caso di bisogno aiuta molto

Prossimo obbiettivo:
1) busta porta liquidi con cannuccia da comprare
2) massimo recupero possibile durante la settimana
3) stendere i nervi durante la settimana (magari ma dev’essere un obbiettivo da perseguire)

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