Alla domanda "Perchè comprare un Duo Discus?", le risposte possono essere molteplici.
Forse perchè compri 1 e paghi 2?
No scherzi a parte, un sacco di motivi.
Primo tra tutti, il fatto che nel Volo a Vela non siamo mai soli: non decolliamo da soli, non impariamo da soli, e nemmeno non possiamo contare solo sulle nostre forze. Il Volo a Vela è fatto di comunione di fatiche, innovazione, risultati, e cultura provenienti da diverse discipline. Quindi un biposto serve a contribuire con determinazione alla comunione, la formazione, il mutuo arricchimento tra piloti, e il trasferimento dell'esperienza dai senjor agli junior.
Il Duo Discus sembra disegnato per definire un'era, parzialmente introdotta dal Discus di prima generazione per arrivare ad un risultato forse invidiabile per qualsiasi costruttore di alianti: la semplicità di pilotaggio, le performance, la fruibilità delle sue innate caratteristiche. Qualche cosa di nuovo? Beh no, se ci riferiamo al Ventus 2. Se poi, per dare ancor più fascino a quanto descritto, associamo un design estetico unico nel suo genere con il diedro rastremato in più parti, e la curvatura del bordo di attacco che ricorda i nostri amici pennuti, beh allora penso resti poco da dire. E' tutto da godere provando il Duo Discus in volo.
Il timone di profondità, come per le semiali, si innesta subito ed un innesto a molla ne assicura il fissaggio. A vederlo lascia sempre pensare come la nostra vita sia appesa ad una spina e cosa possa succedere se la spina non sia infilata in modo corretto. Meglio un controllo in più che uno in meno.
Forse perchè compri 1 e paghi 2?
No scherzi a parte, un sacco di motivi.
Primo tra tutti, il fatto che nel Volo a Vela non siamo mai soli: non decolliamo da soli, non impariamo da soli, e nemmeno non possiamo contare solo sulle nostre forze. Il Volo a Vela è fatto di comunione di fatiche, innovazione, risultati, e cultura provenienti da diverse discipline. Quindi un biposto serve a contribuire con determinazione alla comunione, la formazione, il mutuo arricchimento tra piloti, e il trasferimento dell'esperienza dai senjor agli junior.
Il Duo Discus sembra disegnato per definire un'era, parzialmente introdotta dal Discus di prima generazione per arrivare ad un risultato forse invidiabile per qualsiasi costruttore di alianti: la semplicità di pilotaggio, le performance, la fruibilità delle sue innate caratteristiche. Qualche cosa di nuovo? Beh no, se ci riferiamo al Ventus 2. Se poi, per dare ancor più fascino a quanto descritto, associamo un design estetico unico nel suo genere con il diedro rastremato in più parti, e la curvatura del bordo di attacco che ricorda i nostri amici pennuti, beh allora penso resti poco da dire. E' tutto da godere provando il Duo Discus in volo.
Abitacolo
Sebbene qualcuno lamenti dimensioni contenute, io trovo l'abitacolo del Duo Discus al top dei biposti da me volati spesso: Blanik, Twin Astir, ASK-21. Lo spazio c'è, e non penso solo per i piloti di taglia small.
Le spalle stanno comode (nonostante l'altezza le ho davvero larghe) e lo schienale si adatta facilmente alla propria corporatura tramite una leva di regolazione posta sulla destra all'altezza delle spalle. Unico dato negativo è che il gancio che blocca la regolazione dello schienale pare facilmente sganciabile con una lieve pressione. Tutto da appurare ma se così fosse non sarebbe il massimo trovarsi con lo schienale svincolato per aver sfiorato involontariamente la leva con il braccio. Il posto posteriore sembra molto simile alla soluzione ASK-21, sebbene con la regolazione dello schienale come per il posto anteriore.
Cruscotto
Entrambi i cruscotti (frontale e posteriore) sono ben dimensionati per ospitare gli strumenti che diventano di anno in anno sempre più numerosi ed ingombranti. Ma lo spazio non manca e con un po' di razionalità si può far fronte anche alle prossime tecnologie che qualcuno a ragione o torto ci farà imbarcare.
Personalmente al decollo con 78kg gradirei avere un po' più di visibilità frontale ma ad assetto raggiunto la prospettiva è sufficiente per un traino sicuro. Se non altro non siamo al livello del LS-6, dove mi serve sempre il periscopio.
Montaggio
Come per altri Shiemp-Hirt, le ali trovano un innesto facile ed immediato nonostante sia un biposto e non proprio "ultraleggero". Il perno che fissa le semiali é unico centrale e non è sempre così semplice chiudere la sicura. Una invenzione del nostro DOC, un perso a diametri concentrici può essere un'ottima soluzione, ma sul piano di vista certificazioni non so se sia facilmente adottabile.
Il timone di profondità, come per le semiali, si innesta subito ed un innesto a molla ne assicura il fissaggio. A vederlo lascia sempre pensare come la nostra vita sia appesa ad una spina e cosa possa succedere se la spina non sia infilata in modo corretto. Meglio un controllo in più che uno in meno.
I 2 terminali si montano in un attimo, ma le semiali richiedono almeno 3 persone, a meno che non si utilizzi uno dei moderni supporti elettrici che spesso ma non sempre fanno la differenza.
Pilotaggio
Chiusa la cappottina si provano i comandi per i check prevolo. Subito ci si rende conto che il Duo Discus non è un biposto comune. La prima sensazione (e direi pure sgradevole) è che i comandi siano sganciati. Riapro la cappottina smonto e ricontrollo i comandi. Tutto ok. Rimonto e confermo che lo sforzo sui comandi è quasi nullo. La prima sensazione ora diventa più piacevole, soprattutto se si pensa a come il profilo di ali e alettoni caratterizzi il volo dell'aliante.
Consiglio sempre di ignorare i commenti di altri piloti. Sul Duo Discus ho sentito parlare sempre di difficili decolli ed atterraggi, e di dover atterrare a 120km/h. Come sempre tutto da discutere.
Il traino decolla ed ho subito la sensazione che l'ala sia controllabile anche a bassa velocità. Piede e barra come sempre e tutto sembra naturale e sotto controllo.
Carrello a parte, che trasmette ogni singola asperità del terreno come la diversa lunghezza dei fili d'erba, il decollo avviene da se, ancor più semplice del Twin Astir.
Ai primi secondi di pilotaggio, il Duo Discus è facile, docile e sincero. Contrariamente a come mi aspettavo, il traino richiede molto piede per non dover fare palestra con la barra, e tutto torna semplice e fluido senza sforzi eccessivi sui comandi.
Finalmente lo sgancio, chiusura carrello e "Silenzio! Si vola!".
Come un po' visto sul Ventus 2, gli alettoni del Duo Discus lavorano in modo decisamente asimmetrico quindi la correzione del piede deve essere riconsiderata rispetto alle nostre abitudini. Serve infatti molto meno piede nel coordinamento o il rischio è quello di imbardare leggermente. Che dire del pilotaggio? Sembra un monoposto a tutti gli effetti ma con una notevole efficienza.
Avendo fatto ad oggi un unico volo, non posso fare un resoconto preciso. Il muso resta un po' alto, cosa un po' insolita per i biposto ma presto ci si abitua all'assetto "alternativo". La visibilità rimane buona anche se non delle migliori.
Vista la giornata "pelvica" in cui ci si arrampicava tra termiche e dinamica, sotto ad un cielo Pasquale freddo, totalmente coperto e con onde sopra i 4'000m, direi che il Duo Discus ha passato la prova delle termichine reggi mutanda.
Nonostante il peso, il Duo Discus si destreggia bene anche in situazioni deboli dove la leggerezza sui comandi permette di sentire meglio l'aria ed i suoi movimenti, e dove il suo diedro rastremato rende quasi superfluo il pilota a bordo nel centrare le termiche. Controllabilissimo fino a 80km/h, il comportamento è prevedibile e sincero, anche se direi che il profilo richiederebbe almeno 90km/h per rimanere efficiente.
A dire il vero, il Duo Discus mi pare "auto centrante" ossia non richiede correzioni per andare "diritto". Come dire "meno lo tocchi, meglio è" o se si vuole "lascialo volare, non pretendere di essere il pilota".
Detto questo, la domanda sorge spontanea: "Vale la pena la spesa?". Direi che in giornate "fiappe" e per stare sopra il campo, il costo non vale sicuramente l'investimento.
Alchè ho provato un po' a fare un traversone. 120km/h e tutto pare come sempre. L'efficienza poco si nota in un volo corto, e poco si riesce a misurare.
Poi però scatta la scintilla. E a 180km/h? E' si! Ora la differenza si vede. Il musetto si abbassa leggermente nonostante la velocità e finalmente ho la visuale che avrei desiderato. Solo pochi gradi in più e la velocità è strabiliante. E' l'assetto che adotterei sul ASK-21 per andare a 120km/h.
E quindi? Sono a -2.0m/s di variometro e continuo a 180km/h. Efficienza? Non lo so ma non scende da Castion arrivo in Serva perdendo 150m a 180km/h.
Ora ho capito. La differenza è netta alle alte velocità, mentre appare "solamente" più efficiente e maneggevole alle velocità inferiori. Ed eravamo scarichi. E come volerebbe con l'acqua? Beh lo sapremo presto!!!
Allora cerco in Serva di salire in costone dapprima con velocità sicure intorno ai 110km/h, poi via via cercando di capire quale sia in aria calma la velocità più idonea. Debbo dire che 100km/h mi sembrano congeniali per delle ascendenze stabili di circa 1m/s, senza turbolenza. Col tempo la maggiore intimità mi dovrebbe permettere di rivalutare la cosa.
E' ora di scendere visto la noia delle condizioni meteo, nonostante vi siano strade di lenticolari che riempiono i piloti di sogni, ma solo quelli.
Carrello fuori (facile e fluido come dovrebbe essere su ogni aliante) e circuito per 23. Obbiettivo mettere le ruote sul primo cinesino. Cerco di perdere quota visto che ho 47 L/D sul groppone. Sottovento lungo, bella base larga, finale con altezza sui 130m.
Se non tiro fuori subito i diruttori, non centro il bersaglio. Il Duo Discus pur con un po' di vento frontale non scende ed i diruttori devo tirarli fuori del tutto. Finalmente il punto di mira coincide con la traiettoria impostata e comincio a regolare discesa e velocità con maggior precisione. Nonostante le opinioni di altri piloti, i 100km/ sono più che sicuri e trovo l'aliante assolutamente controllabile e facile. Ho sempre in testa i 90km/h come preparazione per un fuoricampo ma lascio il test ad un volo successivo.
I diruttori lavoranon bene ma la sensazione è che siano efficienti dalla seconda metà in poi. La prima metà di diruttori pare non riducano l'efficienza di gran che.
Arrivo alla prima fila di cinesini e intivo il raccordo. 100km/h sono assolutamente sufficienti per raccordare dolcemente con tutti i diruttori estratti e atterrare in modo leggero con il ruotino dietro che sfiora l'erba e la ruota centrale gentilmente si posa sulla pista. Controllabilissimo anche l'uscita laterale fino al carrello, che risulta facilmente raggiungibile anche al primo atterraggio.
Consiglio sempre di ignorare i commenti di altri piloti. Sul Duo Discus ho sentito parlare sempre di difficili decolli ed atterraggi, e di dover atterrare a 120km/h. Come sempre tutto da discutere.
Il traino decolla ed ho subito la sensazione che l'ala sia controllabile anche a bassa velocità. Piede e barra come sempre e tutto sembra naturale e sotto controllo.
Carrello a parte, che trasmette ogni singola asperità del terreno come la diversa lunghezza dei fili d'erba, il decollo avviene da se, ancor più semplice del Twin Astir.
Ai primi secondi di pilotaggio, il Duo Discus è facile, docile e sincero. Contrariamente a come mi aspettavo, il traino richiede molto piede per non dover fare palestra con la barra, e tutto torna semplice e fluido senza sforzi eccessivi sui comandi.
Finalmente lo sgancio, chiusura carrello e "Silenzio! Si vola!".
Come un po' visto sul Ventus 2, gli alettoni del Duo Discus lavorano in modo decisamente asimmetrico quindi la correzione del piede deve essere riconsiderata rispetto alle nostre abitudini. Serve infatti molto meno piede nel coordinamento o il rischio è quello di imbardare leggermente. Che dire del pilotaggio? Sembra un monoposto a tutti gli effetti ma con una notevole efficienza.
Avendo fatto ad oggi un unico volo, non posso fare un resoconto preciso. Il muso resta un po' alto, cosa un po' insolita per i biposto ma presto ci si abitua all'assetto "alternativo". La visibilità rimane buona anche se non delle migliori.
Vista la giornata "pelvica" in cui ci si arrampicava tra termiche e dinamica, sotto ad un cielo Pasquale freddo, totalmente coperto e con onde sopra i 4'000m, direi che il Duo Discus ha passato la prova delle termichine reggi mutanda.
Nonostante il peso, il Duo Discus si destreggia bene anche in situazioni deboli dove la leggerezza sui comandi permette di sentire meglio l'aria ed i suoi movimenti, e dove il suo diedro rastremato rende quasi superfluo il pilota a bordo nel centrare le termiche. Controllabilissimo fino a 80km/h, il comportamento è prevedibile e sincero, anche se direi che il profilo richiederebbe almeno 90km/h per rimanere efficiente.
A dire il vero, il Duo Discus mi pare "auto centrante" ossia non richiede correzioni per andare "diritto". Come dire "meno lo tocchi, meglio è" o se si vuole "lascialo volare, non pretendere di essere il pilota".
Detto questo, la domanda sorge spontanea: "Vale la pena la spesa?". Direi che in giornate "fiappe" e per stare sopra il campo, il costo non vale sicuramente l'investimento.
Alchè ho provato un po' a fare un traversone. 120km/h e tutto pare come sempre. L'efficienza poco si nota in un volo corto, e poco si riesce a misurare.
Poi però scatta la scintilla. E a 180km/h? E' si! Ora la differenza si vede. Il musetto si abbassa leggermente nonostante la velocità e finalmente ho la visuale che avrei desiderato. Solo pochi gradi in più e la velocità è strabiliante. E' l'assetto che adotterei sul ASK-21 per andare a 120km/h.
E quindi? Sono a -2.0m/s di variometro e continuo a 180km/h. Efficienza? Non lo so ma non scende da Castion arrivo in Serva perdendo 150m a 180km/h.
Ora ho capito. La differenza è netta alle alte velocità, mentre appare "solamente" più efficiente e maneggevole alle velocità inferiori. Ed eravamo scarichi. E come volerebbe con l'acqua? Beh lo sapremo presto!!!
Allora cerco in Serva di salire in costone dapprima con velocità sicure intorno ai 110km/h, poi via via cercando di capire quale sia in aria calma la velocità più idonea. Debbo dire che 100km/h mi sembrano congeniali per delle ascendenze stabili di circa 1m/s, senza turbolenza. Col tempo la maggiore intimità mi dovrebbe permettere di rivalutare la cosa.
E' ora di scendere visto la noia delle condizioni meteo, nonostante vi siano strade di lenticolari che riempiono i piloti di sogni, ma solo quelli.
Carrello fuori (facile e fluido come dovrebbe essere su ogni aliante) e circuito per 23. Obbiettivo mettere le ruote sul primo cinesino. Cerco di perdere quota visto che ho 47 L/D sul groppone. Sottovento lungo, bella base larga, finale con altezza sui 130m.
Se non tiro fuori subito i diruttori, non centro il bersaglio. Il Duo Discus pur con un po' di vento frontale non scende ed i diruttori devo tirarli fuori del tutto. Finalmente il punto di mira coincide con la traiettoria impostata e comincio a regolare discesa e velocità con maggior precisione. Nonostante le opinioni di altri piloti, i 100km/ sono più che sicuri e trovo l'aliante assolutamente controllabile e facile. Ho sempre in testa i 90km/h come preparazione per un fuoricampo ma lascio il test ad un volo successivo.
I diruttori lavoranon bene ma la sensazione è che siano efficienti dalla seconda metà in poi. La prima metà di diruttori pare non riducano l'efficienza di gran che.
Arrivo alla prima fila di cinesini e intivo il raccordo. 100km/h sono assolutamente sufficienti per raccordare dolcemente con tutti i diruttori estratti e atterrare in modo leggero con il ruotino dietro che sfiora l'erba e la ruota centrale gentilmente si posa sulla pista. Controllabilissimo anche l'uscita laterale fino al carrello, che risulta facilmente raggiungibile anche al primo atterraggio.
