lunedì 24 aprile 2006

24/04/2006: 310km da Enemonzo

Eh si! Sta volta col piccolo (DG300) abbiamo fatto numeri…

310 km tra Italia, Austria, Slovenia, Croazia, e ritorno con una planata da 100km senza girare una termica.

Merito? Si di Aquila Grigia (Alvy) che conosce 1000km di Alpi a mena dito, e dell’aliante che sembra impossibile ma meno lo tocchi meglio va! Il pilota… purtroppo…

Raduno di Enemonzo


Come inizia? In realtà inizia il giorno prima.

Domenica mattina in campo alle 9.00 con colazione fatta. Il posto è incantevole tra collinotti e cime sui 2000m. La valle ove risiede l’aeroporto è quella del Tagliamento.

In effetti sono teso, la pista è corta 560m ed il traino è un motoaliante. In realtà più che per il decollo, sebbene proprio nel decollo il mio DG mostra un carattere ancora da comprendere, sono preoccupato per l’atterraggio: non ho alcun riferimento, di solito atterro su 800m.

Monto l’aliante con molta cura per non dimenticarmi nulla (sicurezza), nastrando bene tutto per non avere fastidiosi fischi in abitacolo. Computer impostato su Enemonzo, non conosco la zona è voglio stare all’erta. Metto anche il palmare cartografico sul posto! Giornata molto instabile ma limpidissima e assolutamente bomba.

Tutti allineati. Io sono l’ultimo assieme a DOC (su Ventus motorizzato 17,6m) al quale confido la mia assoluta umiltà per la giornata: DOC mi basta decollare bene ed atterrare meglio! Partiamo intorno a mezzo giorno. Pronto al decollo!

Si va!

In realtà il Super Dimona (turbo) tira che è un piacere e vola come un aliante. Ovviamente la pista l’abbiamo usata tutta!

Mi sgancio, su consiglio, sul pendio di un monte a 1200m (di cui ignoro il nome, sotto un trombone!). Grazie Roberto (Polano è il mio assicuratore, figurati se mi molla in un posto dove rischio di non tornare in campo!) sono in buone mani!

Salgo su subito (questa volta mi son ricordato di chiudere il carrello e il DG sale veramente bene) e semino Ventus 2 e Discus 2, ovvero le migliori macchine sul pianeta. Fortuna? Pilota? Aliante? Va beh. Qualche minuto e sono a 1800 sul campo (2200 sul mare).

Mi guardo bene in giro, studio la valle, cerco il campo, tutto bene, comodo, alto, atterraggio in vista, meteo da capire! Attendo DOC che chiude il motore a 700m. Pirla, lo aspetto 30 minuti finché sale con me.

Guardo a nord! Un cumulo nembo di decine di km si sta ingrandendo. Il nero è ovunque alla mia destra (nord).
La parte alta e ghiacciata del nembo dirige lentamente sopra il campo! Chiedo agli esperti piloti del posto come evolve solitamente questo tipo di fenomeno, e mi dicono di non preoccuparmi. Di solito l’Ovest è dominante e spinge il nembo parallelo all’aeroporto quindi non sopra.

Dopo qualche minuto intravedo con la coda dell’occhio un lampo! Forse un secondo dopo, l’onda d’urto dell’aria mi travolge, assieme al fragore del tuono. Al momento non capisco. Sento la cloche vibrare forte per un instante! Ho la sensazione di aver colpito qualche cosa! Controllo le ali, i comandi, … tutto ok. Poi penso… il tuono, ah il temporale, AH…

DOC dove sei? Sono atterrato da 5 minuti, con il temporale io non sto su. Allora guardo a Sud. Tutto al sole, una catena che da sulla valle dell’aeroporto facile e parallela da seguire per decine di km al sole. Perché no, allora tengo d’occhio il fronte freddo, sempre più minaccioso.

Mi appoggio sui costoni al sole, tutto funziona, tutto regolare, ma dietro di me, la cresta che prima mi aveva fatto salire è completamente all’ombra vicino ad un nero intenso che si avvicina…

DOC arrivo!!!

Carrello fuori, diruttori fuori, prenotazione sopra il paese, controllatina visiva sulla prospettiva, chiamata radio e mi dicono: “sei il numero 3”, roger e via in sottovento, carrello estratto e bloccato.

Oh oh in base mi accorgo di essere il numero 3 come annunciato ma il finale del n° 2 occupato da un bel PA18 è tale da collidere con la mia base, allora avverto: “se devo atterrare in pista cosa che gradirei rispetto al letto del fiume, forse è il caso che mi diate il n°2, grazie!”.

Il PA18 libera prontamente a destra, e finalmente entro in finale. Questo è il mio momento, temporale a sinistra, pista corta e stretta, e dulcis in fundo, raffiche frontale da 20km/h.

Gestibile! Ok tranquillo, velocità 100 / 120km/h a seconda delle raffiche. Va beh, media = 110km/h, tutto ok, mal che vada correggo nervosamente con i diruttori, l’importante è la sicurezza e la media del punto di mira. L’efficienza del bel DG si sente eccome, appena chiudo i diruttori filo via e perdo la pista, ma se li estraggo, anche non di molto, l’aliante scende bene.

I diruttori sono molto efficienti e precisi. Ma il vento di rotore al suolo complica non poco le cose. Arrivo sopra i piastroni di inizio pista, veloce forse troppo ma con forte rateo di discesa, comincio a raccordare, in sovracorrezione, del resto il DG non vuole un comando ma un pensiero, ma lo lascio andare lungo e con la coda attendo di appoggiarmi dolce.

Bene, atterro leggermente pesante, controllo la rullata e libero a sinistra! Da manuale per la prima volta, metà pista 100m avanti al mio carrello. Finalmente mi sono provato. Pista nuova (corta), traino nuovo, aliante nuovo.
Fattibilissimo. Ma come si dice il volo a vela è soprattutto sicurezza in se stessi.

Dopo 30 minuti ormai ho già smontato il mio piccolo, vengono giù tutti come mosche, e tutti imbardati, con il muso e la coda che oscilla. Il vento ormai è impazzito cambia continuamente direzione. Il temporale rinforza. Bampo si è visto precipitare sugli alberi in finale 27 per un rotore che gli da una raffica in coda. Fuori dal rotore riprende il controllo a 10 dalle piante! Alvy scende per 09 come una marionetta.

Se aspettavo ancora mi sarei trovato con troppe difficoltà. Meglio scendere qualche minuto prima!

Giornata dei 300km

Io e DOC con il quale condividiamo la casetta ci svegliamo la domenica con le stalattiti sul naso.
Un freddo! Fuori si cono 7°C. il temporale del giorno prima ha innevato i pendii!

8.30 arriva la guardia forestale (Alvy) con il suo incantevole sorriso mattutino ed i suoi occhini azzurri profondi ed intensi. Bussa delicatamente alla porta, doverosamente in legno come la casetta, e io apro...

“Che cazzo fate ancora qui, dai che montiamo! oggi si parte presto che se degenera torniamo in tempo!”

Però, che bel risveglio! Tutti a mangiare al bar stupendo di fronte alla pista!
Alvy mi chiede… “te la senti oggi o ti lascio tranquillo?”… ed io:

Vengo!

Un po’ nervoso, forse so quel che mi attende, monto l’aliante. Rifaccio le nastrature, non mi son venute bene. Non mi piacciono le rifaccio! Lavo la superficie per i moscerini. Efficienza massima. Aliante lucido e ancora cerato che scivola via sulla mano! sono teso come se dovessi fare una gara! Mai fatta in vita mia, ma la concentrazione è massima.

10.50 decollo dopo di Alvise, stesso sgancio di ieri. Salgo subito. Alvy avvisa gli altri che oggi sta con me, mentre si accodano DOC e Gigi, entrambi con Ventus 17.6 motorizzati. Praticamente 2 Boeing 747 rispetto al mio.
Tutti su a parte Gigi, che solitamente è bravissimo e decisamente avanti a noi, ma oggi è la sua giornata no.

Lo aspettiamo per ben 30 minuti, con diruttori fuori a 2200 sul QNH. Sono nervosissimo, sudo, nausea, un leggero panicuccio! In realtà sono stanco, giornata no anche per me! Ma mi tiro su, mi faccio coraggio, cerco di calmarmi.
L’aliante va così bene che mi mette di buono umore e mi sfogo cantando e fischiando. Poi ho anche l’ossigeno che il buon socio ha sistemato.

Finalmente Gigi arriva e si parte. Si va! Diretti su Auronzo.
Avanti la visibilità non è male ma le cime son coperte. Non ho l’orientamento giusto e le zone non le conosco per nulla! Seguo i 3 a ruota. Arriviamo su Auronzo leggermente ad est del lago.
Alvy e DOC sopra quasi in cima, del resto hanno ottime macchine, io e Gigi nonostante la disparità tecnica e prestazionale, arriviamo uguali più bassi. Devo dire che essere pari con un Ventus 17,6 con 50 di efficienza contro i miei 44 max dichiarati (forse veri), mi entusiasma e mi infonde coraggio. Chiaro che io ero leggermente sopra la mia massima efficienza, lui ben sotto la sua, con una posizione di flap non ottimizzata o addirittura incerta.

Inizia un problema non indifferente. Mi scappa la pipì. La sera prima DOC mi ha regalato un pisciatoio che io ovviamente ho lasciato in auto. Non mi è mai successo in 5 anni di dover scendere per questo motivo! MAI DIRE MAI!
Faccio qualche passaggio sul costone ma dopo manovre al limite prendo solo 50m. il rischio non vale la candela.
Gigi piano piano scende. Allora provo lo zoccolo che mi da +3. D’istinto lo caccio su in croda a 120km/h (già a 100km/h il DG è un caccia) e salgo prepotentemente con manovre a coltello. Top in 8 passaggi. Fuori diruttori per stare in base.

Gigi va in pallone e si mette a termicare rovinosamente lontano dal costone e troppo veloce praticamente a coltello. Stabile la quota ma in crisi. Alvy lo richiama in modo energico e finalmente la situazione migliora dopo 20 interminabili minuti.
Da qui ripartiamo verso est, sulla catena di monti a nord di Sappada che riconosco e dove so esserci un campetto di emergenza! Speriamo non serva!

Passiamo a sud di Obertilliach ma siamo già in Austria, proseguendo ad est. Con 2 o 3 termiche facili ed in quota compresa da i 2000 e 2600 sul mare, passiamo sopra Tarvisio e raggiungiamo Villach sempre in Austria.
Proseguiamo verso sud in Slovenia fino a Most Na Soci. Sul mio computer Ajduscina è a una trentina di km. Con i miei 2000m posso tranquillamente entrare in aeroporto ed atterrare li. Qui le valli si aprono i cumuli tengono e la visibilità è buona.

Alvy mi fa controllare il computer tutte le informazioni del caso. Siamo a 100km da Enemonzo (la nostra attuale casa) mentre sono in termica con loro, ovviamente mi sconcentro salgo meno di loro. Ad un certo punto parto per Ajduscina su richiesta di Alvy, ma li perdo!
DOVE SONO? DOVE SIETE? Qui la li su… son fottuto… il computer mi da tutte le rotte che voglio ma da solo… non è banale. In realtà hanno preso una direzione diversa dalla mia e ben più alti in quanto non mi hanno aspettato dopo avermi fatto perdere quota!
Che fare? Cerco un riferimento visivo, cava, collinotto innevato, fumo! Si fumo bianco dei contadini sotto un grosso cumulo.

Il mio pensiero va li dove sono anche loro e di fatti ci rincontriamo, dopo un colorito scambio di informazioni via radio. La scelta era condivisa. Ma loro sono alti e salgo a fatica. Mai quardare gli altri sopra di te, per salire meglio. Ci si sconcentra e si perde controllo sulla vera forma della termica nei livelli più bassi. Altra lezione da non dimenticare. Poi l'idea di far aspettare gli altri è deleteria.L’aria infatti si sta stratificando e a seconda dei livelli il ritorno può essere diverso, e la copertura aumenta il fenomeno.

Alvy decide di tornare.
Io son quasi contento per via del mio problema urinario! Non ce la faccio più 3 ore che me la tengo e me ne serve almeno un’altra. Il computer mi da -500m sul campo. Ossia non ci arrivo e mi mancano 500m per tornare a casa. Torniamo verso ovest con un'unica planata da ben 100km. Sembra incredibile ma…
DOC stratosferico in quota non scende più anzi, sale. Io dietro Alvy mantengo bene e corro veloce tra 120km/h qualche tirata a 90 per recuperare e qualche 150 in discendenza. Fila via come un gioiello.

Tutta la Carnia in 30 minuti è uno spasso ed uno spettacolo. Sul traversone l’efficienza sale e scende con una media molto alta sopra i 100 L/D! questa catena esposta est-ovest è eccezionale. Sul traversone ormai vicino ad Enemonzo, lascio Alvy a destra in centro valle e monto sopra il costone ad ovest sotto il sole. Salgo di almeno 300m a 120km/h.
Ho visto giusto finalmente ho scelto una via energetica di mia iniziativa: il vento da ovest, quindi sopravento e il sole che ormai alle 15.30 scalda questa parte del monte mi premia e non poco. Che soddisfazione.

Senza girare una termica mi trovo con 1000 in più sul campo. Gironzoliamo sui colli e poi giù carrello estratto bloccato n°1 Alvy, 2 Ellero, 3 DOC. scendiamo e ci schieriamo a sinistra come i 3 dell’Ave Maria!

Io e DOC ci guardiamo negli occhi e pipì a parte all’unisono abbiamo dentro una soddisfazione ed una carica che ci dura ancora oggi!

I nostri primi 300 km e speriamo i primi di una lunga serie! Alvy se anche fa il grullo in realtà è contento almeno quanto noi di aver portato i suoi cuccioli a spasso sperando di aver dato una lezione per quando un giorno spiegheranno le ali.