giovedì 18 agosto 2005

18/08/2005: Volo sul Catinaccio

... sottotitolato per i non vedenti...

Mega volo con la baracchetta!

Non ero mai arrivato fino al Catinaccio, ma stando dietro ad Aquila Grigia… (Alvy)

160km in 3 ore non male per un monoastir ed una meteo non certo facile… da vedere assieme alla cartina allegata.



Congestione prima del decollo. Ottimo inizio dopo una notte in bianco! Lascio partire prima gli altri. Alvy è delusissimo. Presumo volesse starmi dietro tutto il giorno. Era quasi triste. Un gesto da vero amico!
Ma la sua solita rudezza gli impedisce di far trasparire qualunque tipo di sentimento. Ma ormai vedo anche sotto la scorza.
Lo lascio partire prima. Senza fiatare si sposta l’aliante, cosa che mi in altre circostanze sarebbe costata normalmente 20 minuti di bestemmie.
Chiudendo la capottina mi sussurra squadrandomi con gli occhi: “ su, fatti coraggio! Ti aspetto su! “

non è più l’Alvy di una volta…

Dopo un’ora di paurosi tuoni stomacali, mi sento un po’ meglio. Gli avvoltoi dei piloti che speravano nella mia rinuncia restano a piedi. “ragazzi io provo ad andar su, ci si vede dopo”.

Decollo tranquillo alle ore 13.00 tardissimo. Avremmo potuto partire alle 11.00.
Innervosito dal trambusto generale sono aggressivo e concentratissimo. Salgo velocissimo il Serva e parto per primo lasciando indietro tutti, Alvi un po’ incredulo mi ha visto partire sui 1200m, forse un po’ preoccupatino.
Avevo capito la giornata, purtroppo però dopo una notte in bianco e un attacco di stomaco non avevo delle buone aspettative! Ma diamine sto bene… e via allora!

Schiara a sud mi prendo quelle decine di metri che mi servono per scavalcare la forcella (che detta tra noi fa sempre un certo che!) e giù in Caiada. Sul crocifisso salgo velocissimo a coltello, nonostante l’invito di Alvy a restare con loro. Ma salgo prima e meglio! 1500m subito, apsetto gli altri per poi ricongiungerci, strada facenodo verso il Bosco Nero.

Oh oh!!! Sul Bosto Nero niente! Non funziona non riesco a salire. Mantengo con calma e concentrazione i miei 1400m.
Ho 18km da fare per tornare a casa… tranquillo poi sul ritorno il sole scalda bene e l’aria mediamente sale…

Dopo 10 minuti sono ancora li e non salgo. Gli altri sono già 100m sopra! Oh oh… Alvy comincia con le paroline simpatiche che solo lui sa dire i 3 lingue, italiano, bellunese, e veneziano coloritissimo…
Non ho passeggeri! Bene allora aggredisco il sasso dolomitico che sembra innescare la risalita. Dietro uno sarebbe morto prima di infarto e poi di mal di stomaco. Tutto in sicurezza, nonostante i rotori di tolgono 20km/h di velocità.
Mai sotto gli 80km/h mai sopra i 100km/h.

Dopo 20 minuti finalmente in base 1600m (non un granchè). Via verso il Rite. Ovviamente la mia baracchetta non mi consente di arrivare come Claudio in cima ma ovviamente sotto! E te pareva. Ma il Rite a sud è generosissimo e facendo barba e capelli al centinaio di persone che era sul monte e che salutavano, facciamo dei passaggi radenti in salita a 170km/h, con ovviamente delle belle sfogate verticali da acro!
Meglio delle frecce tricolore!

Dopo vari passaggi e saluti, Aquila Grigia ci richiama all’ordine. Tutti in termica e via sull’Antelao. Partiamo con 2000m. Oh oh, aspetto veramente sinistro di cumuli poderosi e neri come il carbone… ci avevo visto bene!
un po’ di pioggia, sassetti cristallini molti piccoli (chiamata grandine ma non si può dire)… ma poi via al riparo sotto la parte buona, sopra il vallone dell’Antelao.
Anche qui risalita incerta poi capisco la zona veramente buona e su. 2100m sul campo (2500 sul mare) partiamo verso il Sorapis e via vero il Cristallo.

Ci fermiamo un po’ prima a salire. Ma oltre i 2300 non si va.
allora via! verso il le Toffane.
Te pareva? Nonostante le basi tirassero arrivo basso 2000m sulla Toffana di Rozes praticamente sui ghiaioni o poco più sopra.
La, il paretone rosso splendido corallino, fa un certo effetto ottico. Non capisco quanto son distante dalla parete. Pensavo 10m ma probabilmente ero a 50.
Alvy mi suggerisce con la sua proverbiale dolcezza “devi aggredire quella parete e non farti buttar fuori!!!”
non ha usato il termine aggredire ma è evidente l’aternativa…
e dopo un timido approccio, riesco a filare la parete. Rifaccio 2300m. Claudio a bordo del suo mostro mi dice! “Ah però, per fortuna che stavi male. Io al tuo posto sarei già tornato a casa…” proprio incoraggiante… lui arriva sempre più alto di me! Del resto ha 10 punti in più di efficienza!
Purtroppo tende sempre a collidere con i colleghi! Prima con me, ma del resto ci sono abituato almeno una volta l’anno ci prova. Quest’anno è la seconda! Poi tocca Alvy: scatta la parola magica “ se lo fai ancora giuro che ti inc…”

Ancora tutti provvisti di aliante integro, via sul Sella, in mezzo Alvy si preoccupa per me e mi fa fare la termichetta che è a metà strada, su a 2400m.
beh, ora mi sento meglio e sono a 50km da casa.
Lo strumento mi dice che con efficienza 20 ci arrivo. Io ho efficienza 35 sulla carta, ma in mezzo ci sono dei paretoni e non ho certo quota per scavalcare. Pazienza, penso a ciò che ho di fronte ed al mio cordone ombelicale con Alvy.
Le pareti dolomitiche poi ti riempiono di uno strana energia, sono magnetiche… Finalmente il Sella si avvicina.

Schiviamo le funivie molto evidenti ma tanto annunciate da Alvy “ocio ai cavi! o sopra o sotto?”. Io ovviamente sopra, allargo abbondante, non voglio trovarmi tra parete e cavi, senza sapere cosa mi trovo in mezzo! Salita o discesa? Meglio fuori! Il Sella non da nulla e andiamo fino al Sasso Lungo.

Poco prima un termicone da 2000 (basso di nuovo) mi porta su fino a 2700 sul campo (3100 sul mare). Aria fresca. Chiudo tutto sono sotto i 10°C in abitacolo ed ovviamente come tutti i pollastri in maniche corte. Proprio sopra il Sasso Lungo, si resta su, ma mantenendo i 2700 decidiamo ovviamente di andar oltre verso il Catinaccio, da li bellissimo e vicino che sembra di poterlo toccare. Via subito sopra.

Anche qui si mantiene ma nulla di nuovo dopo un giretto panoramico, ci lanciamo su una probabile termicona a fianco del Latemar. Ci arrivo sempre basso con 2100. questa volta però aggancio subito! Alvy si lascia andare con complimenti che mi son tatuato sulla gamba! Forse aveva bevuto troppo la sera prima. Insomma lui più contento di me mi dice, “ora bocia torniamo a casa non vorrei strapazzarti troppo il primo giorno “ e iniziamo il ritorno con 2400m.

Beh! Sono a 60km da casa, facciamo 2 conti. Mi serve efficienza 25 per arrivare in campo. Bene devo lavorare di fino. Torniamo per le Pale di San Martino sulla parte ad ovest quella più energetica che ci regala efficienza 45 praticamente a quota nuvole.
In valle le basi son più basse. Scavalchiamo e ci buttiamo dentro la valle del Miss. Qui l’aria è negativa, ho efficienza 35 ma son tranquillo mi mancano ho 1400m e mi mancano 15km. Praticamente sono a già a casa. Glia altri sempre ben sopra di me! Ma va?

Qui però perdo molto mi restano 12km con 800m sul campo ma sono in val Belluna e mi sento a casa mia. Bene arrivo a 400m sopra l’aeroporto (non per dire eh, ma giusto giusto!). Propongo al gruppo altri 100km con andata e ritorno su Feltre, del resto ho fatto solo 3 ore di volo e mi sento ancora fresco.
Alvy però mi chiama all’atterraggio dicendo di non rompere. Estraggo tutti i diruttori e atterriamo in schieramento.

Ho pagato 25€ per dissetare i boce! Ben spesi per un volo così... ma... sti caz... di bellumat quanto bevono?