domenica 30 luglio 2006

30/07/2006: 406km

Mi sentivo che il 2006 avrebbe portato un'ondata di novità nella mia vita, ma non avrei mai immaginato di superare i 200km in aliante, e dopo aver fatto i 300km ad Enemonzo, pensavo di aver già fatto molto di più di quello che potevo permettermi quest'anno.

Invece, anche questa volta, un nuovo record personale, e chi l'avrebbe mai detto? Oltre 400km e più di 6 ore di volo! E fino all'anno scorso non facevo più di 170km sebbene accompagnato da Aquila Grigia (Alvy). Il nuovo aliante performante? No certo che no, l'aliante aiuta sicuramente, semplifica tutto, ma è l'approccio che è cambiato. Ora l'aliante è mio, lo conosco sempre di più, decollo quando voglio e non ho termini di orario; poi l'aliante è strumentato ed accessoriato in base alle mie necessità, non poca cosa quando a volte ci si trova in difficoltà.

Ma veniamo al dunque!

406km: Belluno, sud di Asiago, Rivoli, quasi Bovech, Brennero, Sappada, Dobbiacco, Corvara, Agordo, e finalmente giù a Belluno.

Perchè finalmente? Con tutto quel che mi è capitato da un lato non vedevo l'ora di scendere... dall'altro avrei fatto altri 100km per chiudere un bel 500, ovviamente la mia prossima meta.

Come inizia

Come parte la giornata? Ovviamente male. Stranamente arrivo in orario decente 10.30 in campo per montarmi l'aliante. alle 11.30 sono pronto. Computer, sacca d'acqua piena da un litro e mezzo, crackers, mezzo panino con il prosciutto (per stabilizzare i livelli glicemici nel sangue), abbigliamento nuovo di balla... tutto ok... poi penso all'ossigeno! Mah, la copertura distesa su tutto il nord mi fa pensare che oggi grandi quote non si faranno. Decido di non perdere tempo, quindi non prendo i diffusori nasali e lascio la bombola chiusa.

Di mio sono abbastanza riposato, sebbene con sto senso di rincoglionimento totale che ormai da mesi mi porto appresso.

Alvy nel frattempo alle 11.30 del mattino è già in volo e prova ad agganciare, smanioso di godersi una giornata finalmente decente. Prevedevano un post frontale buono, del resto visto che venerdì il fronte ha sradicato alberi e illuminato il cielo con fulmini di una violenza inaudita, era presumibile che il miglioramento fosse stato netto e vigoroso.

Le ultime parole famose! Alvy buca e viene giù con la coda tra le gambe. Io sarei venuto giù assieme al traino. La copertura era intensa ed ovunque, perfino la temperatura era mite al contrario delle altre giornate dove si raggiungevano anche 36°C.

Il mio aliante non è ancora in linea, 11.30, va beh! Piglio in giro i frettolosi tra me e me: "...hai visto, tanta fretta e poi?..." e mi faccio un caffè con i boce. Poi vedo un barlume di attività in pedemontana esterna e decido sorridendo di portare il linea il mio I-ANEA tanto per fargli fare po' di pipì al guinzaglio.

Manco a farlo a posta, Alvy: "Mettiti davanti, sta volta tocca a te agganciare, io ho già dato!", sdraiato in aliante, scalzo, con le gambe fuori a penzoloni come se fosse in spiaggia, e con il solito sorriso ironico da presa per il cul... che lo contraddistingue!

"Si, si, ho capito" dico io e mi preparo, convinto però che non buco; la pedemontana tira ed anche molto! Le basi poi sono alte e la cosa mi rasserena...

Decollo!

12.20. Solita rullata con la coda che rimbalza poi il Bimbo si solleva e come per miracolo va da solo! Da quando ho imparato a staccare con il Bimbo, il decollo mi da sempre molta soddisfazione, però voglio mettere a posto sta coda che sbatte sulle buche, forse un po' più di barra in avanti e poi ...

Mi sgancio a sinistra del Nevegal a 1000 sull'ECHO, e vado via dritto mantenendo sino al Visentin, guardo le autostrade e penso che ogni volta che son qui bassino non sono mai a mio agio! Le poiane sulle antenne mi confermano che li posso salire bene, allora faccio molti passaggi più o meno redditizi e aspetto Alvy. Nel mentre saluto la gente incuriosita che affascinata guarda questo affare bianco e silenzioso che gli spettina quando a 200km/h tiro su sopra le loro teste! Fico eh? Altro che Porsche Cayenne...

Alvy sta per arrivare ovviamente bassino sui 1000 ma conoscendolo anche meno, cosa che mi infonde sicurezza, e parto verso il Cesen (Valdobbiadene) a media 120km/h. Alvy più basso mi sorpassa e comincia a risalire solo alla fine della catena. Sempre dritti non si gira niente perdendo poco, fino alle antenne del Cesen. Ste antenne comportano un disturbo alla radio fastidiosissimo tanto che son costretto a spegnerla per non sconcentrarmi! Di tanto in tanto riaccendo per sentire Alvy. Entrambi saliamo poco e male, finchè non centriamo bene e su 1400m un'altra volta.

Attraversiamo la valle!

L'attraversamento non è male, perdo poco e cercando di stare sopra i collinoni coperti dall'erba rasata, ho efficienza 100, per cui tiriamo dritti fino al Grappa. Qui facciamo la nostra bella base, questa volta su 2 termiche diverse, e partiamo per il costo. Arriviamo fin quasi all'altezza di Asiago, ma Alvy prudentemente sopra Marostica decide di rientrare e che il rischio non ne vale la pena.

Ritorniamo con un'unica planata come all'andata interrotta dalle solite 2 termiche, Grappa e Cesen. L'andata e ritorno ci costa un'ora e mezza. Beh non male per fare circa 150km!
Dal Visentin decidiamo di saltare sul Cansiglio per proseguire sempre in pedemontana esterna fino a Rivoli di Osoppo.

14.20. Tutto bene anche sul Cansiglio, tranquillo aggancio subito la parete esposta a su-ovest. Non altissimi, praticamente sopra le cime, sorvoliamo il profilo dei monti fino al Cavallo, ma qui mi incasino. Sono sopra le piante quindi o mi butto in pedemontana esterna per altro con poco margine, mi sa che in discendenza avrei toccato le piante anche se non sembrava essercene, o verso l'Alpago, zona di rientro sebbene con soli 1000m sul campo.

Alvy subito mi soccorre e mi aiuta a termicare in una cosina, generata probabilmente da un campicello in mezzo ai pini, sebbene da sotto non era semplicissimo agganciare. Son tranquillo, la termica è buona e prendibile, ed ho abbastanza spazio per tutte le manovre del caso. Rifatta la base, Alvy preferisce procedere verso Barcis e non per la pedemontana esterna. Qui reputa il mio incasinamento provvidenziale in quanto gli ha fatto desistere dall'andare verso est in pianura, capendo che ci saremmo rovinati il pomeriggio.

Allora Faccio quota sulle creste bianche dell'Alpago, la quota più alta sino a li: 2000m sull'H (+/- sul mare). Da qui tutta una planata a nord-est, lasciando sulla destra il Rauth che ad Alvy oggi non lo convince. Più volo e meno capisco la giornata o meglio l'essenza dei cumuli. Il vento cambia continuamente sebbene non fortissimo ma le termiche sono molto spostate ed ingannano facilmente. L'unica costa che però ho capito funzionare sono gli zoccoli (o meglio le termiche che si formano su gli zoccoli o sporgenze a panettone dei monti), cosa che mi da sicurezza e generano forti termiche.

15.30. Con 3 termiche raggiungiamo Rivoli di Osoppo, e qui incontro la mia prima aquila del giorno. Non è come sempre però! Sono in termica, mi vede si avvicina mi incrocia a qualche metro! Splendida, possente, enorme. Le zampe mi incutono quasi terrore, sono grandi come le mie braccia, ma non da segni di aggressività, anzi di superbia. Quasi arrogante mi incrocia altre 2 volte a distanza ravvicinatissima, ma non riesco mai a guardarle il muso; riesco solo a godermi le sue winglet (estremità verticali dell'ala) e il suo splendido modo di volare. Mi chiedo sempre a cosa pensino quando ci incrociano! Ma del resto il fascino del volo è anche questo, non sapere tutto!
Peccato però, non ho la macchina fotografica che avevo appena acquistato allo scopo! Ma del resto ero abbastanza incasinato a gestire al situazione ed altre distrazioni non so cosa avrebbero prodotto.

Qui il momento goliardico della giornata via radio! Sulla frequenza nazionale non c'è quasi nessuno e mi lascio andare! Alvy hai visto l'aquila? No, no go visto niente! Ma te vedi osei dappartutto? E via così...

Da qui saltiamo sulle creste ad est di Rivoli, con segnali di portanza e cumuli ben definiti. Le cime portano bene ed agilmente raggiungiamo i pressi di Bovech. Qui dobbiamo termicare ma le cose non sono semplicissime. Anche Alvy finalmente mi consola dicendomi che il vento incasina un po' ste termiche. Ad ogni modo il DG-300 va molto bene, anche ad 80km/h che snobbavo sale bene e rimane sempre composto. In molte termiche medie e forti mi son trovato paritetico con Alvy pur sapendo che ha niente po po' di meno che un LS-6 e la sua proverbiale magnificenza nel pilotaggio! Ma in quelle deboli forse il flap (oltre al pilota) evidenzia delle differenze importanti.

Allora Alvy decide di ritornare in sicurezza verso casa, quest volta facendo la catena più a nord della precedente che tutto sommato tira bene. Una bella termica ci porta a 2200m sull'H. Finalmente un po' di quota decente da gestire!

16.30. Decide di provare a Nord e partiamo lasciando la Carnia alle nostre spalle. Un po' più avanti di me Alvy mentre mi parlava per radio decide di termicare ma per me sta solo facendo un 180° per cambiare itinerario, del resto come in altre occasioni della gioranta.
Mentre mi parla son convinto che mi abbia visto, ma in realtà chiude il 360 verso sinistra. Io sono in rotta di collisione!
Io grido alla radio: "Alvy mi hai visto" e lui: "No cazzo che non ti ho visto" ma ora apprende la situazione e cerca di evitarmi!
Mi trovo a costonare sulla destra una catena per fortuna portante e mi trovo costretto a fare l'impossibile per evitarlo. Cabro violentemente e viro a destra verso le creste. Sono praticamente in stallo sul costone! Per fortuna che ormai conosco bene l'aliante e riconfermo i miei pensieri. Ci un aliante giocattolo, facile, sicuro e perdona molto! Bravo Bimbo! Grazie! Ti adoro!
Evitato l'impatto della traiettoria, ridò fiato al Bimbo ridandogli velocità con barra un poi avanti; la termica mi aiuta e con un po' di piede sinistro raddrizzo le ali! Porca Puttana! Alvy è ancora sotto a qualche metro! Ricabro questa volta con ali livellate prepotentemente ma non ho più energia da spendere, sono già critico, forse Alvy affonda la cloche per abbassarsi e dopo qualche secondo, attendendo l'esito, non sento l'impatto e capisco che siamo fuori dai guai! La botta di adrenalina mi fa tremare le gambe, Alvy mi parla della termica come se non fosse successo nulla. Sono sconcentrato ed innervosito. Faccio di tutto per tranquillizzarmi ma mi ci vuole un bel po'! Al mio terzo sfogo via radio, Alvy mi confida che anche lui se l'è vista brutta, soprattutto quando ha visto le mie patelle del carrello sopra la testa!

Finito l'incubo, e calmati un po' procediamo verso nord. Un po' a ovest di Paluzza troviamo un'ottima termica che ci porta finalmente a 2600m sull'H. Il nord è solitamente generoso di quota e la cosa da sollievo. Siamo nella valle di Sappa e puntiamo ora ad Ovest seguendo le creste della catena. Sopra Sappada parlo con Alvy senza ottenere risposta. Oh oh, come mai? La radio lampeggia e la frequenza da 123.37 si è spostata su 123.00. Interrogo il computer sul menù generale e vedo che la batteria è a 10.1V, la stessa batteria che alimenta la radio!
Se perdo la radio, va beh, ma se perdo il computer, il GPS chi mi dice come faccio ad andare a casa? Mi assale l'ansia, allora mi attacco con lo sguardo su Alvy il quale è la mia unica rotta verso casa! Non conosco bene questi posti quindi non posso permettermi di perderlo.

Mi sento molto solo, e preoccupato ma mi appiglio al mio computer ed al palmare che mi fornisce dati rassicuranti: 80km da casa, quota sufficiente per il rientro! Ma quanto durerà ancora il logger? Ragiono da elettronico. Il palmare ha 3 batterie e nessuna soffre. Bene. Il logger probabilmente è come il palmare quindi probabilmente lavora a 5V! Quindi se anche la batteria scende sotto i 10V, probabilmente c'è un alimentatore switching che lo tiene vivo. Forse ce la faccio, e poi sarebbe un peccato perdere un volo così! Mi animo e mi faccio coraggio ma non è facile!

Mi aggrappo al costone vicino a Sappada, e in ombra riesco a salire in cresta, ma so di per certo che Alvise che mi controlla e che ormai ha già capito che sono senza razio, mi starà odiando per via che non salgo ad ovest della cresta illuminata dal sole! In effetti arrivato in cima salgo al sole e decisamente l'ascendenza è migliore. Ma al primo passaggio mi son visto in forte discendenza e tra le varie mi son accontentato di una timida salita dove prima avevo trovato un po' di benzina. Partiamo con 2800m sull'H.

Tra me e me spero che mi riporti a casa, l'assenza della radio mi crea ansia e il computer non so quanto reggerà ancora. Ma come faccio a dirglielo? Ma Alvy tira nord-ovest strisciando sul Sillian e dirigendo verso Dobbiacco. Qui in centro valle troviamo da salire ed anche bene.
Metto il Bimbo a 80km/h in un bel +2m/s a salire. Nel mentre pur senza radio, un altro aliante atterra nel fuoricampo di Dobbiacco per ragioni a noi sconosciute. Certo è che la giornata non era facile cosa che dopo il volo Alvy mi ha riconfermato.

17.30. Lasciamo Dobbiacco con 3200m sull'H per avvicinarci un po' con direzione Cortina. Sul monte a nord del Cristallo saliamo una termica forse la migliore del giorno che ci porta a ben 3500m sull'H, una termica girata a coltello con almeno 2,5g a 100km/h. Da qui il computer mi da la planata su Belluno con un residuo di quota di 1500m. Bene e so anche più o meno come tornare a casa, ma Alvy prosegue e non conosco le sue intenzioni. Direzione Corvara! Corro veloce per non perderlo e dopo vari tentativi di fare base su Corvara ma mai sopra i 3200m Alvy parte per l'agordino. Il computer mi conferma che la direzione è una linea retta verso casa! Wow finalmente ho la chiappa destra indolenzita e non la sento più.

Sempre con 1500m su Belluno decido di tirar dritto sull'Agordino veloce sui 180km/h e buttar via quota, anche perchè le nubi davanti a me son più basse e non di poco. Nel mentre però ho perso Alvise. Accendo il cellulare e mi trovo diverse chiamate sue e di Luca (il mio socio). Cerco di rispondere ad Alvy che continua chiamarmi ma invano; o io o lui non prendiamo! Estraggo il carrello e smaltisco almeno 1000 sopra il campo. Sono stanco ma mi chiedo un ultimo sforzo per concentrarmi e non fare cazzate in circuito e in atterraggio. Senza radio faccio i controlli, carrello, velocità, diruttori, vario... ok, sottovento, base, finale. Cerco di atterrare corto, ma mentre prendo bene la mira sono sempre un po' troppo veloce e quei 10km/h in più (che fanno bene per la pelle) mi fanno sbavare l'atterraggio che comunque non è male.

Libero la pista è provo ad uscire. Non riesco, il culo mi fa un male boia e le gambe sono un po' addormentate. Mi aiuta il direttore di linea, che mi vede compiaciuto mentre rispondo ad Alvy che mi confida via telefono essersi spaventato e non poco nel non vedermi più sull'agordino! Povero è anche andato in cerca di me! Altro che pilota esperto, un amico!

Che dire, questa volta sono riuscito a distinguere alcune valli ed alcuni punti di riferimento. Ogni tanto un po' di successi rinvigorisce! Ora però devo risolvere il problema culo. La tensione mi ha fatto dimenticare il problema ma non posso volare 6 ore in questo stato. Il mio cuscino va migliorato, ma non so proprio come. Però mi sono attrezzato bene, bere comodi (senza bottigliette o altro) e mangiare a necessità ti fa stare bene e ti da modo di concentrarti anche quando si hanno dei cali psico-fisici.

Alla sera ceno con Alvy e finalmente per la prima volta nella sua vita, mi fa il debriefing! Wow! Che onore, non è uno di tante parole. Mi dice che non sono male ma solo un po' pirla, e che è evidente che mi mancano alcune esperienze. Però che volo!

lunedì 24 aprile 2006

24/04/2006: 310km da Enemonzo

Eh si! Sta volta col piccolo (DG300) abbiamo fatto numeri…

310 km tra Italia, Austria, Slovenia, Croazia, e ritorno con una planata da 100km senza girare una termica.

Merito? Si di Aquila Grigia (Alvy) che conosce 1000km di Alpi a mena dito, e dell’aliante che sembra impossibile ma meno lo tocchi meglio va! Il pilota… purtroppo…

Raduno di Enemonzo


Come inizia? In realtà inizia il giorno prima.

Domenica mattina in campo alle 9.00 con colazione fatta. Il posto è incantevole tra collinotti e cime sui 2000m. La valle ove risiede l’aeroporto è quella del Tagliamento.

In effetti sono teso, la pista è corta 560m ed il traino è un motoaliante. In realtà più che per il decollo, sebbene proprio nel decollo il mio DG mostra un carattere ancora da comprendere, sono preoccupato per l’atterraggio: non ho alcun riferimento, di solito atterro su 800m.

Monto l’aliante con molta cura per non dimenticarmi nulla (sicurezza), nastrando bene tutto per non avere fastidiosi fischi in abitacolo. Computer impostato su Enemonzo, non conosco la zona è voglio stare all’erta. Metto anche il palmare cartografico sul posto! Giornata molto instabile ma limpidissima e assolutamente bomba.

Tutti allineati. Io sono l’ultimo assieme a DOC (su Ventus motorizzato 17,6m) al quale confido la mia assoluta umiltà per la giornata: DOC mi basta decollare bene ed atterrare meglio! Partiamo intorno a mezzo giorno. Pronto al decollo!

Si va!

In realtà il Super Dimona (turbo) tira che è un piacere e vola come un aliante. Ovviamente la pista l’abbiamo usata tutta!

Mi sgancio, su consiglio, sul pendio di un monte a 1200m (di cui ignoro il nome, sotto un trombone!). Grazie Roberto (Polano è il mio assicuratore, figurati se mi molla in un posto dove rischio di non tornare in campo!) sono in buone mani!

Salgo su subito (questa volta mi son ricordato di chiudere il carrello e il DG sale veramente bene) e semino Ventus 2 e Discus 2, ovvero le migliori macchine sul pianeta. Fortuna? Pilota? Aliante? Va beh. Qualche minuto e sono a 1800 sul campo (2200 sul mare).

Mi guardo bene in giro, studio la valle, cerco il campo, tutto bene, comodo, alto, atterraggio in vista, meteo da capire! Attendo DOC che chiude il motore a 700m. Pirla, lo aspetto 30 minuti finché sale con me.

Guardo a nord! Un cumulo nembo di decine di km si sta ingrandendo. Il nero è ovunque alla mia destra (nord).
La parte alta e ghiacciata del nembo dirige lentamente sopra il campo! Chiedo agli esperti piloti del posto come evolve solitamente questo tipo di fenomeno, e mi dicono di non preoccuparmi. Di solito l’Ovest è dominante e spinge il nembo parallelo all’aeroporto quindi non sopra.

Dopo qualche minuto intravedo con la coda dell’occhio un lampo! Forse un secondo dopo, l’onda d’urto dell’aria mi travolge, assieme al fragore del tuono. Al momento non capisco. Sento la cloche vibrare forte per un instante! Ho la sensazione di aver colpito qualche cosa! Controllo le ali, i comandi, … tutto ok. Poi penso… il tuono, ah il temporale, AH…

DOC dove sei? Sono atterrato da 5 minuti, con il temporale io non sto su. Allora guardo a Sud. Tutto al sole, una catena che da sulla valle dell’aeroporto facile e parallela da seguire per decine di km al sole. Perché no, allora tengo d’occhio il fronte freddo, sempre più minaccioso.

Mi appoggio sui costoni al sole, tutto funziona, tutto regolare, ma dietro di me, la cresta che prima mi aveva fatto salire è completamente all’ombra vicino ad un nero intenso che si avvicina…

DOC arrivo!!!

Carrello fuori, diruttori fuori, prenotazione sopra il paese, controllatina visiva sulla prospettiva, chiamata radio e mi dicono: “sei il numero 3”, roger e via in sottovento, carrello estratto e bloccato.

Oh oh in base mi accorgo di essere il numero 3 come annunciato ma il finale del n° 2 occupato da un bel PA18 è tale da collidere con la mia base, allora avverto: “se devo atterrare in pista cosa che gradirei rispetto al letto del fiume, forse è il caso che mi diate il n°2, grazie!”.

Il PA18 libera prontamente a destra, e finalmente entro in finale. Questo è il mio momento, temporale a sinistra, pista corta e stretta, e dulcis in fundo, raffiche frontale da 20km/h.

Gestibile! Ok tranquillo, velocità 100 / 120km/h a seconda delle raffiche. Va beh, media = 110km/h, tutto ok, mal che vada correggo nervosamente con i diruttori, l’importante è la sicurezza e la media del punto di mira. L’efficienza del bel DG si sente eccome, appena chiudo i diruttori filo via e perdo la pista, ma se li estraggo, anche non di molto, l’aliante scende bene.

I diruttori sono molto efficienti e precisi. Ma il vento di rotore al suolo complica non poco le cose. Arrivo sopra i piastroni di inizio pista, veloce forse troppo ma con forte rateo di discesa, comincio a raccordare, in sovracorrezione, del resto il DG non vuole un comando ma un pensiero, ma lo lascio andare lungo e con la coda attendo di appoggiarmi dolce.

Bene, atterro leggermente pesante, controllo la rullata e libero a sinistra! Da manuale per la prima volta, metà pista 100m avanti al mio carrello. Finalmente mi sono provato. Pista nuova (corta), traino nuovo, aliante nuovo.
Fattibilissimo. Ma come si dice il volo a vela è soprattutto sicurezza in se stessi.

Dopo 30 minuti ormai ho già smontato il mio piccolo, vengono giù tutti come mosche, e tutti imbardati, con il muso e la coda che oscilla. Il vento ormai è impazzito cambia continuamente direzione. Il temporale rinforza. Bampo si è visto precipitare sugli alberi in finale 27 per un rotore che gli da una raffica in coda. Fuori dal rotore riprende il controllo a 10 dalle piante! Alvy scende per 09 come una marionetta.

Se aspettavo ancora mi sarei trovato con troppe difficoltà. Meglio scendere qualche minuto prima!

Giornata dei 300km

Io e DOC con il quale condividiamo la casetta ci svegliamo la domenica con le stalattiti sul naso.
Un freddo! Fuori si cono 7°C. il temporale del giorno prima ha innevato i pendii!

8.30 arriva la guardia forestale (Alvy) con il suo incantevole sorriso mattutino ed i suoi occhini azzurri profondi ed intensi. Bussa delicatamente alla porta, doverosamente in legno come la casetta, e io apro...

“Che cazzo fate ancora qui, dai che montiamo! oggi si parte presto che se degenera torniamo in tempo!”

Però, che bel risveglio! Tutti a mangiare al bar stupendo di fronte alla pista!
Alvy mi chiede… “te la senti oggi o ti lascio tranquillo?”… ed io:

Vengo!

Un po’ nervoso, forse so quel che mi attende, monto l’aliante. Rifaccio le nastrature, non mi son venute bene. Non mi piacciono le rifaccio! Lavo la superficie per i moscerini. Efficienza massima. Aliante lucido e ancora cerato che scivola via sulla mano! sono teso come se dovessi fare una gara! Mai fatta in vita mia, ma la concentrazione è massima.

10.50 decollo dopo di Alvise, stesso sgancio di ieri. Salgo subito. Alvy avvisa gli altri che oggi sta con me, mentre si accodano DOC e Gigi, entrambi con Ventus 17.6 motorizzati. Praticamente 2 Boeing 747 rispetto al mio.
Tutti su a parte Gigi, che solitamente è bravissimo e decisamente avanti a noi, ma oggi è la sua giornata no.

Lo aspettiamo per ben 30 minuti, con diruttori fuori a 2200 sul QNH. Sono nervosissimo, sudo, nausea, un leggero panicuccio! In realtà sono stanco, giornata no anche per me! Ma mi tiro su, mi faccio coraggio, cerco di calmarmi.
L’aliante va così bene che mi mette di buono umore e mi sfogo cantando e fischiando. Poi ho anche l’ossigeno che il buon socio ha sistemato.

Finalmente Gigi arriva e si parte. Si va! Diretti su Auronzo.
Avanti la visibilità non è male ma le cime son coperte. Non ho l’orientamento giusto e le zone non le conosco per nulla! Seguo i 3 a ruota. Arriviamo su Auronzo leggermente ad est del lago.
Alvy e DOC sopra quasi in cima, del resto hanno ottime macchine, io e Gigi nonostante la disparità tecnica e prestazionale, arriviamo uguali più bassi. Devo dire che essere pari con un Ventus 17,6 con 50 di efficienza contro i miei 44 max dichiarati (forse veri), mi entusiasma e mi infonde coraggio. Chiaro che io ero leggermente sopra la mia massima efficienza, lui ben sotto la sua, con una posizione di flap non ottimizzata o addirittura incerta.

Inizia un problema non indifferente. Mi scappa la pipì. La sera prima DOC mi ha regalato un pisciatoio che io ovviamente ho lasciato in auto. Non mi è mai successo in 5 anni di dover scendere per questo motivo! MAI DIRE MAI!
Faccio qualche passaggio sul costone ma dopo manovre al limite prendo solo 50m. il rischio non vale la candela.
Gigi piano piano scende. Allora provo lo zoccolo che mi da +3. D’istinto lo caccio su in croda a 120km/h (già a 100km/h il DG è un caccia) e salgo prepotentemente con manovre a coltello. Top in 8 passaggi. Fuori diruttori per stare in base.

Gigi va in pallone e si mette a termicare rovinosamente lontano dal costone e troppo veloce praticamente a coltello. Stabile la quota ma in crisi. Alvy lo richiama in modo energico e finalmente la situazione migliora dopo 20 interminabili minuti.
Da qui ripartiamo verso est, sulla catena di monti a nord di Sappada che riconosco e dove so esserci un campetto di emergenza! Speriamo non serva!

Passiamo a sud di Obertilliach ma siamo già in Austria, proseguendo ad est. Con 2 o 3 termiche facili ed in quota compresa da i 2000 e 2600 sul mare, passiamo sopra Tarvisio e raggiungiamo Villach sempre in Austria.
Proseguiamo verso sud in Slovenia fino a Most Na Soci. Sul mio computer Ajduscina è a una trentina di km. Con i miei 2000m posso tranquillamente entrare in aeroporto ed atterrare li. Qui le valli si aprono i cumuli tengono e la visibilità è buona.

Alvy mi fa controllare il computer tutte le informazioni del caso. Siamo a 100km da Enemonzo (la nostra attuale casa) mentre sono in termica con loro, ovviamente mi sconcentro salgo meno di loro. Ad un certo punto parto per Ajduscina su richiesta di Alvy, ma li perdo!
DOVE SONO? DOVE SIETE? Qui la li su… son fottuto… il computer mi da tutte le rotte che voglio ma da solo… non è banale. In realtà hanno preso una direzione diversa dalla mia e ben più alti in quanto non mi hanno aspettato dopo avermi fatto perdere quota!
Che fare? Cerco un riferimento visivo, cava, collinotto innevato, fumo! Si fumo bianco dei contadini sotto un grosso cumulo.

Il mio pensiero va li dove sono anche loro e di fatti ci rincontriamo, dopo un colorito scambio di informazioni via radio. La scelta era condivisa. Ma loro sono alti e salgo a fatica. Mai quardare gli altri sopra di te, per salire meglio. Ci si sconcentra e si perde controllo sulla vera forma della termica nei livelli più bassi. Altra lezione da non dimenticare. Poi l'idea di far aspettare gli altri è deleteria.L’aria infatti si sta stratificando e a seconda dei livelli il ritorno può essere diverso, e la copertura aumenta il fenomeno.

Alvy decide di tornare.
Io son quasi contento per via del mio problema urinario! Non ce la faccio più 3 ore che me la tengo e me ne serve almeno un’altra. Il computer mi da -500m sul campo. Ossia non ci arrivo e mi mancano 500m per tornare a casa. Torniamo verso ovest con un'unica planata da ben 100km. Sembra incredibile ma…
DOC stratosferico in quota non scende più anzi, sale. Io dietro Alvy mantengo bene e corro veloce tra 120km/h qualche tirata a 90 per recuperare e qualche 150 in discendenza. Fila via come un gioiello.

Tutta la Carnia in 30 minuti è uno spasso ed uno spettacolo. Sul traversone l’efficienza sale e scende con una media molto alta sopra i 100 L/D! questa catena esposta est-ovest è eccezionale. Sul traversone ormai vicino ad Enemonzo, lascio Alvy a destra in centro valle e monto sopra il costone ad ovest sotto il sole. Salgo di almeno 300m a 120km/h.
Ho visto giusto finalmente ho scelto una via energetica di mia iniziativa: il vento da ovest, quindi sopravento e il sole che ormai alle 15.30 scalda questa parte del monte mi premia e non poco. Che soddisfazione.

Senza girare una termica mi trovo con 1000 in più sul campo. Gironzoliamo sui colli e poi giù carrello estratto bloccato n°1 Alvy, 2 Ellero, 3 DOC. scendiamo e ci schieriamo a sinistra come i 3 dell’Ave Maria!

Io e DOC ci guardiamo negli occhi e pipì a parte all’unisono abbiamo dentro una soddisfazione ed una carica che ci dura ancora oggi!

I nostri primi 300 km e speriamo i primi di una lunga serie! Alvy se anche fa il grullo in realtà è contento almeno quanto noi di aver portato i suoi cuccioli a spasso sperando di aver dato una lezione per quando un giorno spiegheranno le ali.